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DIARIO DI CELLA 20. SETTEMBRE STA ARRIVANDO E I NODI VENGONO AL PETTINE: RIUSCIRANNO LA RUSSA E RUSSOMANDO A PLACARE IL MINISTRO NORDIO?
Riceviamo da Gianni Alemanno e pubblichiamo nel rispetto delle norme dell’Ordinamento.
Rebibbia, 24 agosto 2025 – 236° giorno di carcere.Poco fa, mentre attraversavo i corridoi, ho incrociato Salim, gigantesco detenuto italo-arabo (madre italiana e padre marocchino) di 30 anni, un metro e 85 su fisico molto ben palestrato. Salim mi strilla minaccioso dietro: “settembre è arrivato!”. E io gli preciso puntigliosamente che manca ancora una settimana d’agosto.
Il fatto è che, dopo lo sciagurato Consiglio dei Ministri del 22 luglio dedicato all’emergenza carceraria e arenato sulle promesse irrealizzabili del Ministro Nordio, ho detto a tutti i miei compagni di detenzione che ormai ogni provvedimento contro il sovraffollamento non poteva arrivare prima dell’autunno. E adesso, dopo un po’ di tregua agostana, tutti – non solo le persone detenute ma anche gli agenti della penitenziaria – ricominciano a chiedermi conto delle mie previsioni. Facciamo il punto della situazione. Il sovraffollamento continua a crescere costantemente e, con la ripresa autunnale, questa crescita sarà accelerata. Le ultime cifre parlano di un sovraffollamento del 134,3%, ma in realtà siamo ormai vicini al 140% e quindi ai richiami formali e alle procedure d’infrazione della CEDU (Corte europea dei Diritti dell’Uomo). L’ultima volta che la CEDU ha condannato lo Stato italiano è stato nel 2013 con la “sentenza Torreggiani” quando il sovraffollamento era circa al 145%. Il Governo dell’epoca fu così costretto ad approvare dei decreti legge che consentivano la “liberazione anticipata speciale” di 75 giorni ogni sei mesi scontati in “buona condotta” (normalmente questo sconto di pena è di 45 giorni), ottenendo una riduzione delle persone detenute di circa 16.000 unità, lo stesso numero del sovraffollamento di oggi. Questa coincidenza di numeri ha portato il Ministro Nordio a fare uno di quei ragionamenti “a pera” che lo hanno reso famoso. L’internato Ministro dice infatti che i provvedimenti per ridurre il sovraffollamento sono inutili, perché nel giro di qualche anno il numero dei detenuti ritorna ad essere lo stesso. Non gli sfiora l’idea che se non fossero stati approvati quei provvedimenti, oggi saremmo in una situazione ancora più catastrofica. Ovviamente il sovraffollamento non si ridurrà definitivamente fino a quando non saranno costruiti nuovi carceri e soprattutto non saranno approvate delle riforme per ridurre l’abuso della detenzione e per sbloccare i percorsi di riabilitazione che dovrebbero portare verso le pene alternative. Ma se nel frattempo non vengono neanche approvati dei provvedimenti deflattivi immediati, il sovraffollamento rischia di esplodere come sta accadendo adesso. L’unico esponente del centrodestra che sembra consapevole di questa situazione è Ignazio La Russa. Scartato per motivi ideologici l’indulto, il nostro amato Presidente del Senato ha tentato prima di riproporre una nuova versione della liberazione anticipata speciale, rilanciando una proposta già presentata dall’on. Giachetti e da Rita Bernardini. Poi, dopo il sabotaggio di quella proposta da parte dell’incorruttibile (dal buon senso) Nordio, La Russa ha virato verso un’altra idea, quella di rendere automatica la detenzione domiciliare per l’ultimo anno e mezzo di pena dei reclusi non pericolosi. Questo beneficio è già previsto nell’attuale Ordinamento, ma con una tale serie di cavilli giuridici e burocratici che lo rendono quasi inapplicabile dai Tribunali di sorveglianza, cosa tanto evidente che l’unica proposta un minimo sensata del Consiglio dei ministri del 22 luglio fu proprio quella di cercare di rimuovere questi cavilli (tentativo purtroppo vano, perché gli strumenti individuati dalle geniali menti del Ministero della Giustizia si sono rivelati del tutto inappropriati). E per rendere subito evidente che si tratta un’idea trasversale, La Russa ha incaricato di scrivere la nuova legge la senatrice Anna Rossomando, la sua vice presidente in quota PD. Fabio Falbo – il nostro scrivano-giurista, lui sì veramente geniale – ha letto la prima bozza della legge e dice che c’è molto da correggere, perché una persona che non è stata detenuta, anche se esperta, fa fatica a comprendere a quale livello di complessità possano giungere i grovigli mentali dei magistrati i sorveglianza. Ma, fatte le dovute correzioni, questa è una strada, in teoria difficilmente contestabile da parte del Governo, visto che, come abbiamo detto prima, anche loro si sono posti il problema, pur non riuscendo a risolverlo. Certamente non è una strada per affrontare l’emergenza quella della costruzione dei nuovi carceri (almeno 10 anni per completare i cantieri), né quella di mandare 17.000 persone detenute tossicodipendenti in comunità terapeutiche (già oggi mancano i posti nelle strutture e i soldi per finanziare i ricoveri), né tantomeno quella di trasformare prefabbricati ed edifici dismessi in luoghi di detenzione (costi altissimi – 83.000 euro a detenuto – e problemi umanitari e logistici insormontabili). Per non parlare degli organici della polizia penitenziaria che già oggi hanno un buco di 6.000 agenti in meno. Riusciranno La Russa e Rossomando a domare il Ministro Nordio? Cosa si inventerà di nuovo il geniale ministro per divincolarsi dalla dura stretta della realtà? Accordi con Elon Musk per mandare i detenuti in orbita su basi spaziali? Requisire i barchini degli immigrati per spedire in Libia (magari da Almasri) i reclusi in eccesso? Oppure usare l’inutile centro in Albania per metterci italiani detenuti, invece che immigrati super-protetti dall’Europa? Assoldare il super-costruttore milanese Manfredi Catella, appena liberato dai domiciliari (lui almeno riesce ad ottenere questi benefici…), per fabbricare quattro nuovi grattacieli di trecento piani nel cuore di Milano? Sicuramente qualcosa di molto più fantasioso, avendo già visto all’opera il dott. Nordio e la sua squadra ministeriale. Intanto noi ricordiamo sommessamente al Presidente Meloni che quando si è insediata il sovraffollamento carcerario era al 107,4%; oggi, dopo meno di tre anni, ha superato il 134,3% e si continuerà a dar credito alle geniali ricette del Ministro Nordio, a fine mandato sarà oltre il 152%. Un altro record assoluto, dopo la prima donna Presidente e la durata del Governo, nella storia della Repubblica italiana. E nessuno, dei tanti che mi vogliono bene, si illuda: Salim è mio amico e non se la prenderà con me…
Gianni Alemanno
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