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Nei romanzi di pirateria si racconta che dopo l'ammutinamento chi ha il controllo della nave mette gli sconfitti davanti a un'alternativa: unirsi alla ciurma sposando la nuova linea di condotta oppure camminare, opportunamente sospinti da una spada nella schiena, lungo una tavola tesa verso il mare per essere buttati fuoribordo. I passaggi con cui Indipendenza ha virato violentemente verso la confluenza con i vannaccini sono noti. Chi è rimasta a bordo può dire legittimamente che il metodo è stato rispettoso dello Statuto, può sostenere che le idee e i valori si sovrappongono a quelli del partito che li aspetta, al di là di quanto scritto nero su bianco nei documenti fondativi, e può, dal cassero, anche sorvolare sulle dinamiche pratiche di questi ultimi mesi: lo può fare davvero, la nuova gente che si è legittimata coi fatti al timone di Indipendenza può sostenere tutte e tre queste cose. Io, che sguazzo nell'acqua alta per aver votato No, non mi metto a contestare nessuno di questi tre aspetti perché so che dietro vi è, se non la volontà a tutto tondo di Gianni Alemanno per i dettagli, il fatto che Gianni con il Movimento Indipendenza ha perso la sua libertà personale. Sappiamo tutti che ciò che gli venne contestato era solo strumentalmente vero; per quel che riguarda la legge il nostro segretario ha infranto delle regole, anche per sbaglio, sotto gli occhi molto attenti dei Carabinieri e lo ha fatto per questo partito e per questo simbolo in cui c'era scritto IN-PEN-ZA-DI-DEN. Quello che ha messo sul piatto il bucaniere Alemanno vale più di qualsiasi pezzo di carta, regola e valori più o meno alti. Ha dato la libertà e segnato una vita politica con il carcere: il tavolo di rotta, la bandiera e il nome del vascello su cui navigavamo non possono che dover essere suoi. Non trovo senso a continuare a usare quel nome e quel simbolo e mi distacco dalla nuova rotta buttandomi nell'Oceano, popolato di mostri marini e dove non si possono tracciare limiti. Non c'è stato bisogno di spingermi da dietro, ho scelto di arrivare in fondo alla tavola. Gli inglesi hanno una forma per questo: walk the plank. Devono averlo nella loro lingua di banditi d'alto mare per averlo utilizzato davvero. I walked the plank. Mi sono trovato come uno che pensava di andare ad assaltare le Bahamas e si è ritrovato a fare rotta per andare ad allearsi con Lord Brooke, col progetto nobile di liberare la Perla di Labuan, s'intende. Ma Lord Brooke resta un inglese, il comando è il suo metodo e la repulsione per i tigrotti la sua natura. In Indipendenza già si era cominciato a usare la lingua e i pennacchi del vannaccismo, dal quadrato ufficiali è stato emesso il proclama: "vota nel sondaggio di una chat WhatsApp!" Sono saltato in acqua convintamente e senza rancori. Dove va la nave di Indipendenza non mi riguarda, è una rotta da cui mi allontano col nuoto all'indiana, perché per toccare terra ce ne vorrà. |
